Quali sono i disturbi dell’olfatto?

I disturbi dell’olfatto sono piuttosto comuni e possono riconoscere numerose cause, come le infezioni delle alte vie aeree, le rinosinusiti, la poliposi nasale, le malattie neurodegenerative, le malattie neoplastiche, le malattie autoimmuni, i traumi cranici, l’esposizione a sostanze tossiche.

La pandemia da COVID-19 ha recentemente posto l’accento su questo sintomo, in quanto molti pazienti che contraggono la malattia lamentano perdita o alterazione del senso dell’olfatto e del gusto.

Il SARS-CoV2 non è l’unico virus in grado di causare tali disturbi, che possono essere provocati anche da rhinovirus, parainfluenza virus, EBV, altri coronavirus.

Tuttavia, mentre questi ultimi provocano una perdita dell’olfatto causata da una reazione infiammatoria della mucosa nasale che si accompagna a ostruzione nasale e secrezioni nasali (il classico raffreddore), i pazienti affetti da COVID-19 spesso riferiscono solo alterazioni del senso dell’olfatto e del gusto: ciò si verifica per la precisa capacità del virus di
infettare le cellule che riconoscono gli odori all’interno del naso.

All’alterazione dell’olfatto spesso si accompagna anche una alterazione del senso del gusto, poiché quest’ultimo
dipende strettamente dal primo.

Anosmia (perdita completa dell’olfatto), iposmia (riduzione del senso dell’olfatto) o parosmia (percezione alterata degli odori) sono sintomi precoci dell’infezione da SARS-CoV2, riportati da oltre il 40% dei pazienti, e sono presenti perlopiù nelle forme meno severe.

In buona parte dei casi l’olfatto viene progressivamente recuperato nell’arco di alcune settimane dopo l’infezione, ma esiste una importante quota di pazienti che non recuperano affatto o recuperano soltanto parzialmente la capacità di sentire gli odori.

Per studiare un disturbo dell’olfatto il paziente necessita innanzitutto di una visita Otorinolaringoiatrica, di una endoscopia nasale (esame effettuato durante la visita per escludere eventuali malattie del naso, come sinusite o poliposi) e di una olfattometria.

L’olfattometria è un esame che consente la misurazione della capacità del paziente di percepire gli odori. Mediante strumentazione dedicata si chiede al paziente di annusare diversi tipi di odori, in modo da ottenere una stima della sua funzione olfattiva.

In caso di deficit, il medico proporrà al paziente il percorso terapeutico adeguato, che può prevedere un trattamento riabilitativo ed eventualmente una terapia farmacologica, allo scopo di stimolare il recupero della funzione olfattiva. Ripetendo a distanza di tempo l’esame si potrà inoltre verificare l’andamento di tale recupero.